I Blog non sono morti. Ecco perché

da | Mag 23, 2020 | Creare un blog

Se la domanda che gli aspiranti bloggers di tutto il mondo si chiedono è piuttosto chiara, la risposta è altrettanto eloquente, seppur debba tenere in considerazione il rapido evolversi delle dinamiche che, nel web, affliggono e condizionano inevitabilmente tutte le piattaforme, web logs compresi. Ma anche la risposta a mio avviso è semplice: i blog non sono morti, e non lo saranno almeno per i prossimi dieci anni a venire.

Piuttosto, i blog stanno cambiando a una velocità esponenziale, a causa, soprattutto, per come sta cambiando il modo di fruire i post da parte degli utenti rispetto a quanto accadeva fino a poco tempo fa.

Come fare blog oggi (e nell’immediato futuro)

Credo che un buon modo di approcciarsi alla materia presupponga, da parte tua, uno sforzo iniziale, per prendere coscienza del fatto che i blogger di oggi dovranno necessariamente approcciare questo business in maniera differente, adottando nuovi modelli e nuovi strumenti per portare a casa risultati coerenti col proprio assetto editoriale e tangibili da un punto di vista della monetizzazione.

Se stai leggendo queste mie righe è perché, ne sono certo, vuoi intraprendere l’attività di blogger o vuoi far funzionare meglio le tue pagine, per incrementare traffico e introiti. E sicuramente avrai letto in giro, nella rete, opinioni di sedicenti esperti che danno per ormai certa la morte clinica del blog.

Blogging nel 2020: un trend in netto rialzo

Affermare che il blog non ha più senso di esistere è, dati alla mano, una boiata pazzesca, tanto per parafrasare una popolarissima scena del ragionier Fantozzi. Tuttavia, vale la pena addentrarsi nell’argomento, per chiedere se questa piattaforma sia redditizia al pari di quanto accadeva dieci anni fa, o se invece sia destinata a morire.

Google Trends parla chiaro: se i termini (e i concetti stessi, aggiungerei) blog e vlog si stanno fondendo per coincidere sempre più in un’unica entità, il business legato ai contenuti sta continuando a subire un’impennata, con nuovi player di mercato, gli influencers, che conquistano, post dopo post, nicchie sempre crescenti di pubblico.

creare blog su google trends

Il marketing legato alla creazione e diffusione dei contenuti sta quindi assumendo un peso specifico sempre crescente, rispetto al tradizionale blog personale o di un brand, nel panorama del traffico generato sul web da articoli di interesse popolare.

Dopo queste considerazioni dovresti essere già in grado di rispondere parzialmente alla domanda che ti sei posto, e che hai trovato in apertura di questo articolo: il blogging non è morto, affatto.

Blog: un terreno ancora fertile nel 2020

Il terreno è fertile, e il blog non solo non è morto, ma al contrario giunto ad un punto di naturale maturità che lo porta a essere una potenziale gallina dalle uova d’oro, se hai intenzione di monetizzare con un’attività del genere.

Se quindi le premesse per fare bene con l’attività di blogger ci sono tutte, di contro non bisogna cadere nel tranello del considerare questo strumento un generatore automatico di soldi, successo, e followers. Anzi, è vero il contrario.

Oggi è fondamentale, quanto non mai, che chi gestisce un web log sia estremamente concentrato sulla produzione di contenuti di qualità, altamente profilati, originali, pertinenti con l’argomento e, non da ultimo, perfettamente bilanciati nel mix che compone questa torta: testi, immagini, video e link devono essere distribuiti alla perfezione. Il blogger è un po’ come un pasticcere digitale: sbagli di mezzo grammo la dose di zucchero, e puoi buttare la torta. Pesi, ponderi, ragioni e indovini la giusta amalgama, e diventi il nuovo Knam digitale. In men che non si dica, a patto che tu sia costante, continuamente autorevole, ma soprattutto pertinente riguardo la materia trattata nelle tue pagine, vedrai i tuoi sforzi ricompensati.

Affermare quindi che il blog sia scomparso, o in via d’estinzione, è ad oggi quanto di più sbagliato. Da una recente ricerca di mercato, l’autorevole agenzia Squarespace, è stato evidenziato come il numero di blog attivi nei soli Stati Uniti superi la ragguardevole cifra di 32 milioni nel 2020. Nel 2014, il paese a stelle e strisce, contava un numero di blog pari a 27, 3 milioni di unità, evidenziando una crescita lineare e apparentemente inarrestabile.

Curva ascendente nell’interesse verso il blogging

Nel resto del mondo occidentale le previsioni di crescita e, dati alla mano, le misurazioni effettuate nel medesimo lasso di tempo evidenziano come il fenomeno del blogging sia in costante ascesa con una curva, in crescita, ancor più rapidamente. In Europa, in particolare, la previsione di incremento è più rapida di quanto non accada negli States, lasciando pensare, a ragione, che nell’immediato futuro quella del blog che monetizza sarà una delle professioni più rilevanti e popolari per intere generazioni di nativi digitali e non solo.

Blog come strumento di monetizzazione

Molti marketers del web di vecchia scuola infatti hanno deciso di riconvertirsi o si convertiranno a breve, spostando il core business delle proprie attività dalla consulenza strategica pura e semplice, all’attività di produzione contenuti per sé e per i propri clienti, facendo un uso sempre più massiccio delle piattaforme di affiliazione per monetizzare.

Di questi strumenti parleremo in seguito, perché meritano una certa attenzione da parte di noi blogger, e, se hai intenzione di intraprendere questo percorso per farne una professione, di certo non dovrai ignorarli.

Prima di arrivare agli strumenti tuttavia è utile considerare alcune cifre, per poterti fare un’idea di quanto e come si può guadagnare dal blogging. I blogger professionisti negli States hanno concluso il loro 2019 con un ammontare di ricavi dalle loro piattaforme che va dai 1500 dollari fino a un massimo di 125000 dollari al mese.

In Europa la media è leggermente inferiore, ma stiamo parlando sempre di cifre che partono dai 1200 euro al mese puliti, prendendo in considerazione i soli blogger (professionisti) che hanno intrapreso la loro attività da meno di due anni.

Quindi, ci sono ancora dubbi sul fatto che i blog siano in via d’estinzione, o peggio ancora, morti?
Decisamente no. Personalmente sono solito analizzare le statistiche delle più autorevoli agenzie di marketing e ancora una volta noto come i professionisti veri guadagnano, e pure bene, da questa attività.

Questo accade perché, il mercato, è in costante espansione e ci sono intere aree tematiche ancora da esplorare. Nicchie digitali potenzialmente molto fruttuose che ancora non sono state sufficientemente battute.

Ho usato il termine “nicchia” non a caso. In fondo il segreto del successo sta proprio qui: scegli una nicchia, un argomento specifico e verticale, e sviluppalo. Se diventi il re di quell’argomento, diventerai il Re Mida della tua nicchia, a patto di essere riconosciuto come personaggio autorevole dal tuo pubblico di riferimento.

Tutta questione della giusta nicchia

Il blog quindi non è morto, nel 2020. E non morirà negli anni a venire. È anche vero, tuttavia, che il blog sta cambiando pelle, la sua forma è mutevole e sta a te intuire quali saranno le prossime fluttuazioni e i trend su cui dovrai scommettere nel presente così come nell’immediato futuro.

Per farlo serve fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione, sempre citando noti film italiani. Soprattutto bisogna saper analizzare il mercato con gli strumenti giusti, come i dati emersi da una recente indagine di mercato a cura dell’autorevolissima GrowthBadger che riporto di seguito.

Per tutto il 2019, con proiezioni che si spingono fino a fine anno corrente, la principale fonte di traffico per le piattaforme di web logging in Europa è stata (e sarà) la ricerca organica da Google, seguita da newsletter, social media e contenuti sponsorizzati da influencer del settore.

Il dato dovrebbe farti riflettere, perché, non di rado, mi imbatto in aspiranti blogger che pensano a Facebook come principale veicolo di traffico da e verso le loro pagine web. Invece, il primo veicolo in tal senso, si dimostra e si conferma proprio Google, con ricerche organiche che battono il traffico referral in proporzione di 8,75 click contro uno.

Blog nel 2020: quel che è cambiato è la fonte da cui attingere traffico

Se, fino a qualche anno fa, era molto facile ottenere traffico per il proprio blog da Facebook, oggi la situazione è cambiata, a meno che tu non decida di affidarti alle campagne sponsorizzate rigorosamente a pagamento. Decisamente poco conveniente per un blogger ai suoi primi post, e poco redditizio.

Di contro, il traffico organico generato da Google è sempre più il cavallo su cui dovrai puntare, se desideri che il tuo blog cresca costantemente in SERP e SEO, anche perché, fatti salvi i costi di gestione di un blog e l’ideale misurazione in soldi del tempo che tu spendi per creare i tuoi post, questo traffico è gratuito e non dovrai pagare alcuna azienda terza per avere visitatori sulle tue pagine.

A supporto delle mie parole, o per meglio dire righe, l’autorevole voce di Rand Fishkin (se non sai chi è, c’è Google, ndr) ha confermato in una recente intervista come il colosso di Mountain View sia oggi ancor più intenzionato a giocarsi la partita del traffico proponendosi come principale veicolo di click da e verso siti di interesse popolare, mercato in cui i blog per loro stessa natura la fanno da padroni.

Nella sua dichiarazione, si legge che Google detiene ad oggi circa il 90% del traffico di ricerca in tutto l’occidente, con punte del 94% negli Stati Uniti, con una schiacciante proporzione di 10 click contro uno generato dal competitor più agguerrito, Facebook. Google domina il mercato pubblicitario sul web, controlla prezzi di inserzioni e annunci, e di fatto assicura da player oligarchico, l’esistenza e il business di milioni di aziende che dell’editoria digitale fanno il loro core business.

Questo dovrebbe farti capire immediatamente come la lotta all’ultimo click tra blogger, proprietari di siti web, editori digitali e creatori di contenuti, sia diventata più che mai aspra e serrata, perché il principale portatore di click è in buona sostanza un unico attore e, in sintesi, fa del mercato ciò che vuole.

Hai già capito come la forte concorrenza sia un fattore da non sottovalutare, ma al contempo ti invito a non scoraggiarti, perché hai a disposizione un altro potentissimo strumento per far viaggiare forte il tuo blog. Sto parlando della cara, vecchia ma sempre affidabile e-mail.

La mail è importante oggi, tanto quanto lo era dieci anni fa, anzi, posso affermare con certezza che oggi è ancora più importante, nella generazione di traffico verso le tue pagine. Di contro, non bisogna dichiarare come morta o inefficace un’azione di marketing piuttosto che un’altra, ma bisogna invece considerare che il marketing stesso non può considerare solo un canale ed escluderne altri. Il segreto, ancora una volta, è saper dosare gli elementi per creare il giusto mix, puntando sempre all’unico vero obiettivo che ha senso perseguire: il posizionamento.

Se non riesci a posizionare bene il tuo blog per il pubblico di riferimento, probabilmente, anzi sicuramente stai sbagliando qualcosa. Raggiungere i tuoi lettori è una parte importante del mix che ti accennavo qualche riga sopra, ma, una volta catturata la loro attenzione, dovrai necessariamente convincerli del fatto che la tua offerta, ovvero i tuoi contenuti, saranno utili per loro.

E in tutto questo, ti starai sicuramente chiedendo, perché l’e-mail dovrebbe essere così preziosa e utile? Semplice, perché se fatta bene, sembra personale, intima, e quindi profondamente convincente.

Nello sconfinato e assordante turbinio di messaggi che inonda il web, le persone hanno sempre meno voglia di leggere contenuti spersonalizzati e generalisti. Gli utenti hanno bisogno di informazioni utili alla loro ricerca, ma non considerano quasi più tutte quelle nozioni che sembrano impacchettate in stile supermercato, messe in bella mostra sugli scaffali del web, e pronte a essere consumate indistintamente da chiunque.

Devi essere, per gli utenti, il sarto che cuce loro addosso la risposta su misura alle loro domande specifiche. Devi quindi offrire non solo una soluzione, ma condire la tua soluzione della tua esperienza e personalizzarla sull’utente che vuoi raggiungere.

L’e-mail diviene così il veicolo che trasporta la tua soluzione verso il singolo utente, che si sentirà coccolato poiché sembrerà davvero che tu l’abbia scritta pensando a lui e ai suoi bisogni, rispondendo così alle sue esigenze specifiche in maniera puntuale, autorevole ed esaustiva.

È così che si genera affiliazione. È così che si genera traffico di qualità. Ed è così che i visitatori torneranno a visitare il tuo blog, perché ti ritengono autorevole, perché hai la risposta giusta, perché così facendo si innamoreranno di te e dei tuoi contenuti.

I blog quindi devono puntare sempre più su un traffico di qualità anziché di quantità, e il blogger dovrà essere bravo a crearsi il proprio pubblico selezionato, altamente profilato, affrontando in maniera scientifica la produzione dei suoi contenuti.

Il blogger deve essere un bravo storyteller, utilizzare più canali per far viaggiare in rete le proprie storie. Non andranno assolutamente tralasciate le possibilità di produrre contenuti per terze parti collegate strettamente al proprio blog.

Bisogna sfruttare ogni strada purché, questa, sia coerente e in linea con i propri argomenti, puntando ad aumentare la massa critica di utenti che seguono il blog, purché siano utenti altamente profilati e seriamente interessati all’argomento.

Conclusioni e considerazioni utili al blogger

Diciamo no quindi a post fini a sé stessi! Apri la strada a storie altamente personalizzate con il tuo pubblico se vuoi vedere il tuo blog conquistare traffico! I tuoi visitatori devono affezionarsi a te e ai tuoi contenuti! Devi essere per loro il guru della tua nicchia, devi coccolarli con newsletter puntuali e interessanti, devi dar loro, ogni giorno, un motivo in più per seguirti, e per far decollare il tuo business.

Saper coinvolgere il pubblico, crearti dei followers, mantenerli nel tempo sulle tue pagine è il segreto del successo di qualsiasi pagina web, in particolare dei blog che vogliono monetizzare on line. Questa pratica si chiama Affiliate Marketing, e ti consiglio vivamente di farti una solida esperienza se vuoi davvero che il tuo blog ti porti delle belle soddisfazioni professionali ed economiche. Se vuoi che quella del blogger diventi la tua professione, dovrai necessariamente farti le ossa su questo importantissimo strumento.

Un ottimo strumento per farti le ossa e iniziare da subito a crearti le basi per il tuo business, ti consiglio vivamente il corso Udemy Affiliate Marketing con Amazon e WordPress per imparare tutto ciò che c’è da sapere, e, soprattutto, per evitare sin dall’inizio gli errori più comuni che portano i blogger meno esperti ad abbandonare il progetto quasi immediatamente.

Per una visione più ampia e per imparare nel profondo le basi del blogging professionale a partire dalla creazione di un testo persuasivo, senza un copy come si deve non si va da nessuna parte, mi sento invece di consigliarti questo fondamentale strumento sempre a cura di Udemy, dal titolo “Blogging Professionale: il metodo completo con WordPress”.

Imparerai a gestire e creare contenuti di qualità, pertinenti, autorevoli e che possano davvero far fare al tuo blog quel salto che, nel tempo, ripagherà i tuoi sforzi sotto il profilo monetario. Saprai inoltre gestire, in completa autonomia, tutti gli aspetti del tuo blog, in modo tale da renderti veramente autonomo nel gestire il tuo progetto senza bisogno di affidarti a professionisti o agenzie esterne, massimizzando l’investimento e risparmiando diverse centinaia, o addirittura migliaia, di euro all’anno in assistenza e consulenza.

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